Notizie Notizie Mondo Macron annuncia addio franco coloniale. Nasce Eco, moneta ancora peggata a euro: ma cosa cambia?

Macron annuncia addio franco coloniale. Nasce Eco, moneta ancora peggata a euro: ma cosa cambia?

23 Dicembre 2019 08:46

Si chiamerà Eco e sarà la nuova valuta che rimpiazzerà il franco coloniale CFA allo scopo – come ha spiegato lo stesso Eliseo – di porre fine a “a tutte le illazioni su questa moneta”. Eco diventerà operativa a partire dal prossimo luglio.

A dare l’annuncio è stato lo stesso presidente francese Emmanuel Macron, insieme al  presidente ivoriano Alassane Ouattara. I due si sono incontrati a Abidjan, capitale economica della Costa d’Avorio, ex principale colonia francese dell’Africa occidentale e, al momento, principale produttore al mondo di cacao.

Stando a quanto riporta la France Presse, Ouattara ha annunciato il “cambio del nome” del franco coloniale CFA in Eco, nell’ambito di un accordo con cui Parigi ritirerà ogni influenza sovrana sulla valuta (almeno sulla carta). Macron ha parlato dal canto suo di una “riforma storica”, aggiungendo che “Eco vedrà la luce nel 2020”. A giugno-luglio, sembrerebbe, visto che una fonte francese ha reso noto che, affinché l’accordo diventi esecutivo, devono trascorrere sei mesi.

Da segnalare a tal proposito che il franco CFA (franco delle Colonie francesi) è il nome che si attribuisce a due valute: il franco CFA dell’Africa occidentale, utilizzato in otto paesi dell’Africa occidentale, e il franco CFA dell’Africa centrale, utilizzato in sei paesi dell’Africa centrale.

Entrambe le valute sono garantite dal Tesoro francese e, sebbene distinte, sono state sempre in un rapporto di parità che le rende del tutto intercambiabili. Proprio il franco coloniale si è confermato Pomo della discordia tra Italia e Francia nei mesi del governo M5S-Lega, in particolare per le dichiarazioni dell’ex vicepremier ed ex ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio, leader del M5S, oggi ministro degli Esteri.

 

Franco coloniale: pomo della discordia in governo M5S-Lega con caso Di Maio-Di Battista

L’incidente diplomatico tra l’Italia e la Francia è esploso lo scorso 20 gennaio, quando Di Maio ha bollato la Francia di Macron, ‘sfruttatrice d’Africa’, motivando così il proprio attacco:

Se oggi la gente parte dall’Africa è perché alcuni Paesi europei, con in testa la Francia, non hanno mai smesso di colonizzare decine di Stati africani”.

Nel parlare di immigrazione a una manifestazione del M5S ad Avezzano, l’ex vicepremier aveva detto, nello specifico, che la Francia “in Africa continua ad avere colonie di fatto, con la moneta, che è il franco, che continua a imporre nelle sue ex colonie”.

Non solo: Di Maio aveva aggiunto che Parigi “usa (il franco coloniale) per finanziare il suo debito pubblico“. A rincarare la dose era stato poi il pentastellato Alessandro Di Battista che si era presentato alla trasmissione ‘Che tempo che fa’ di Fabio Fazio con un fac simile di una banconota da 10.000 franchi CFA, che aveva strappato in diretta.

La tensione Roma-Parigi era salita al punto che Quai d’Orsay, ministero degli Esteri francesi, era arrivato a richiamare l’ambasciatore in Italia, parlando di “dichiarazioni oltraggiose” e di “attacchi senza precedenti”.

LEGGI Roma-Parigi: tensioni mai così alte dal 1940. Ma già casi Mediaset, Parmalat, Tim raccontavano il trauma italiano del dominio francese

Così il New York Times ha commentato l’annuncio di Macron e Ouattara: “West African Countries Take a Step Away From Colonial-Era Currency”, ovvero “i paesi dell’Africa occidentale fanno un passo indietro rispetto alla valuta dell’era coloniale”.

Un blocco di otto paesi – si legge nell’articolo – ridenomineranno la valuta garantita dalla Francia (in Eco), e la Francia straccerà la richiesta controversa di convogliare il 50% di tutte le loro riserve valutarie presso il Tesoro francese, nella Banca di Francia”.

Così come è accaduto con il franco coloniale, l’Eco sarà peggato all’euro.

Il NY Times ha ricordato come l’abolizione del franco si sia confermata uno dei cavalli di battagli degli attivisti, che hanno organizzato proteste contro la moneta, accusata da molti – soprattutto dal Senegal, dal Camerun e da Togo, ma anche dalla Francia stessa – di intaccare la sovranità dei paesi africani.

“E’ una questione di dignità. Dobbiamo abbandonare (la valuta), ha detto al New York Times Hady Ba, filosofo senegalese che ha scritto sulla questione. Detto questo, ha aggiunto, la regione “non ha vantato molti governi responsabili”, per cui rimane lo scetticiscmo che questo cambiamento davvero sia negli interessi economici dell’Africa occidentale.

Tra l’altro, sa un po’ di beffa il fatto che di progetto Eco si stesse già parlando da un po’, ma non in relazione alla Francia: il piano originale era quello di garantire che quindici paesi dell’Africa occidentale lanciassero nel 2020 una nuova valuta chiamata

Eco. L’annuncio di Ouattara, ha commentato Ndongo Samba Sylla, economista e autore del libro “The Last Colonial Currency: The Franc C.F.A. Story”, affosserà quasi sicuramente quel progetto. In questo modo, infatti, Macron e Ouattara hanno di fatto “dirottato” il progetto originale, scegliendo di mantenere i legami con la Francia più che di crearne nuovi con altri paesi dell’Africa Occidentale.

Secondo Sylla, l’abolizione della richiesta di depositare le riserve stranieri nel Tesoro francese e la dipartita di un rappresentante francese dal board dell’Unione valutaria sono solo mosse “superificiali” che non attribuiranno maggiore potere ai paesi africani sulla loro nuova valuta Eco.

“Visto che saremo ancora legati all’euro, la nostra politica monetaria dovrà essere conservativa – ha detto l’esperto, ricordando che la Francia continuerà a detenere un potere significativo nell’area sia attraverso la valuta che attraverso la sua massiccia presenza militare nella zona.

Da segnalare che Eco sarà adottata solo dai paesi dell’Africa occidentale, mentre il franco coloniale continuerà a essere utilizzato in sei nazioni dell’Africa centrale. Per Sylla insomma, come riporta anche un’altra fonte, la creazione dell’Eco sarà solo un cambiamento simbolico”.