I titoli del giorno a Piazza Affari: utility in controtendenza, Iveco in panne

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Vendite diffuse a Piazza Affari nell’ultima seduta del mese di marzo. Nell’ultima seduta del primo trimestre del 2025, i listini del Vecchio continente sono sotto pressione, con il Ftse Mib in area 38mila punti. Mercati alla finestra, con numerosi interrogativi che precedono l’imminente nuova ondata di dazi voluti dall’Amministrazione Trump. Il 2 aprile scatteranno, infatti, le tariffe gli investitori attendono di conoscere quali saranno i Paesi interessati, l’entità e quale potrebbe essere la loro risposta.
In questo contesto a Milano l’indice Ftse Mib amplia le perdite (38.046,91 punti -1,79%), con i pochi segni positivi che arrivano tutti dal settore delle utility. La peggiore, in questo momento, è Iveco che lascia sul terreno quasi il 5%. Tra le storie di giornata anche Telecom Italia dopo l’annuncio di Poste Italiane che ha incrementato la partecipazione nel gruppo guidato da Pietro Labriola.
Utility in controtendenza, giù Iveco
In un contesto dominato dall’attesa per l’entrata in vigore dei dazi Usa, le utility viaggiano in controtendenza a Piazza Affari. Tra i pochi titoli con segno positivo, pur con rialzi contenuti, spiccano oggi: Italgas, Snam e Terna. A sostenere questi titoli il loro “carattere difensivo” che emerge in questo scenario sempre più teso per via dell’escalation dei timori legati alla guerra commerciale e agli impatti sull’economia.
Sul fronte delle vendite, ribassi di oltre il 5% per Iveco che si posiziona sul fondo del Ftse Mib, tallonata da Prysmian che continua a percorrere la strada dei cali dopo il Capital Market Day della scorsa settimana in cui ha annunciato la decisione di mettere in pausa il processo di dual listing a Wall Street.
Focus su Tim dopo la mossa di Poste Italiane
Sotto i riflettori oggi anche il titolo Telecom Italia dopo le mosse di Poste Italiane. Dopo i rumors dell’ultimo periodo, nel fine settimana il gruppo guidato da Matteo Del Fante ha annunciato di avere acquisito da Vivendi il 15% delle azioni ordinarie di Tim, diventando primo azionista con una quota del 24,8%. Poste si era già mossa sul fronte Tim nel mese di febbraio, rilevando da Cdp il 9,81% della società tlc (in uno swap).
A seguito dell’operazione di acquisizione, Poste precisa di non avere intenzione di oltrepassare la soglia d’Opa e ribadisce la natura strategica dell’investimento, il suo ruolo di azionista industriale di lungo periodo e l’obiettivo di creare sinergie tra Poste e Tim, oltre che di sostenere il consolidamento del mercato italiano delle telecomunicazioni.
“Lato Tim, la presenza di Poste Italiane come primo azionista garantisce una governance più solida (facilitando dunque il processo di ottimizzazione della struttura di capitale e remunerazione degli azionisti), apre ulteriore spazio per sinergie industriali e potenzialmente per sostenere opzioni di consolidamento nel settore TLC”, commentano gli analisti di Equita Sim che confermano la raccomandazione buy su Tim e Poste.