Capitalizzazione Ftse Mib: Intesa si conferma in testa, Ferrari perde posizioni

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Intesa Sanpaolo mantiene il primato a Piazza Affari in termini di capitalizzazione di mercato con una market cap di oltre 85 miliardi di euro, sostanzialmente in linea con un mese fa. Al secondo posto un’altra big del comparto bancario: si tratta di Unicredit, che ha raggiunto quota 81,6 miliardi. Enel conquista la terza posizione con oltre 76 miliardi, superando Ferrari (circa 71 miliardi) che scivola così al quarto posto.
La Borsa di Milano si posiziona al quinto posto tra i mercati azionari europei per capitalizzazione e ospita alcune delle principali aziende italiane. Tra queste spiccano le 40 società che compongono l’indice Ftse Mib, ponderato in base alla capitalizzazione di mercato. Questi titoli rivestono un ruolo centrale non solo per l’andamento di Piazza Affari, ma anche per l’intero sistema economico nazionale.
Di seguito, un’analisi dei titoli attualmente presenti nel Ftse Mib, con il relativo peso all’interno dell’indice.
Chi sono i più capitalizzati di Piazza Affari
Come emerge dalla tabella sottostante, ad oggi (1 aprile 2025), la società del Ftse Mib con la maggior capitalizzazione è Intesa Sanpaolo. Con la sua market cap di 85,1 miliardi, la banca guidata da Carlo Messina ha un peso del 10,9% sull’indice Ftse Mib. Al secondo posto Unicredit, con 81,6 miliardi e un’incidenza del 10,5% sul totale.
Le banche continuano a essere protagoniste in questo avvio di 2025, grazie ai buoni risultati del 2024 e agli sforzi per diversificare le entrate, aumentando le commissioni in vista di una contrazione dei margini di interesse in scia ai tagli dei tassi. L’istituto di Piazza Gae Aulenti resta sotto i riflettori anche per la sua strategia di crescita esterna, con i dossier Banco Bpm e Commerzbank ancora sul tavolo.
Terzo posto per Enel con 76,4 miliardi e un peso del 9,8% sul Ftse Mib. La big delle utilities è finita sotto la lente di alcuni analisti che hanno alzato il target price sul titolo e secondo Ubs potrebbe riservare sorprese nel corso del 2025.
Al quarto posto Ferrari (70,9 miliardi e 9,1% del totale), frenata in parte dall’impatto dei dazi sul settore automobilistico, anche se il Cavallino ha messo a punto una strategia per limitare l’impatto delle tariffe.
La classifica completa dei 40 titoli
I 40 titoli del Ftse Mib nella tabella seguente sono ordinati in base alla capitalizzazione di mercato decrescente, ovvero il valore totale delle sue azioni sul mercato (calcolata come moltiplicazione per il prezzo dell’azione per il numero delle azioni in circolazione).
Titolo | Settore | Ultimo prezzo (€) | Variazione 1 anno | Market Cap (mld €) | Peso % sul Ftse Mib |
Intesa Sanpaolo | Banche | 4,78 | 42,1% | 85,1 | 10,9% |
UniCredit | Banche | 52,40 | 48,9% | 81,6 | 10,5% |
Enel | Utility | 7,51 | 22,8% | 76,4 | 9,8% |
Ferrari | Automotive | 401,20 | -0,7% | 70,9 | 9,1% |
Generali | Assicurazioni | 32,73 | 39,5% | 51,4 | 6,6% |
Eni | Oil&Gas | 14,32 | -2,2% | 45,1 | 5,8% |
Stellantis | Automotive | 10,28 | -61,0% | 29,9 | 3,8% |
Leonardo | Industriali | 46,08 | 98,0% | 26,6 | 3,4% |
Poste italiane | Assicurazioni | 16,56 | 42,6% | 21,6 | 2,8% |
Tenaris | Oil&Gas | 18,19 | -0,7% | 21,1 | 2,7% |
STMicroelectronics | Tecnologia | 20,06 | -49,8% | 18,3 | 2,4% |
Terna | Utility | 8,32 | 8,6% | 16,7 | 2,2% |
Snam | Utility | 4,77 | 9,0% | 16,0 | 2,1% |
Moncler | Moda e Lusso | 57,42 | -17,0% | 15,8 | 2,0% |
Prysmian | Industriali | 50,64 | 4,6% | 15,0 | 1,9% |
Mediobanca | Banche | 17,47 | 26,5% | 14,6 | 1,9% |
Banco BPM | Banche | 9,45 | 53,1% | 14,3 | 1,8% |
FinecoBank | Banche | 18,37 | 32,3% | 11,2 | 1,4% |
Banca Mediolanum | Servizi Finanziari | 15,03 | 47,6% | 11,2 | 1,4% |
Recordati | Health Care | 52,90 | 3,2% | 11,1 | 1,4% |
Unipol Gruppo | Assicurazioni | 14,99 | 93,0% | 10,8 | 1,4% |
BPER Banca | Banche | 7,31 | 66,8% | 10,4 | 1,3% |
Inwit | Tlc e Media | 9,82 | -6,7% | 9,4 | 1,2% |
Banca MPS | Banche | 7,38 | 75,6% | 9,3 | 1,2% |
Brunello Cucinelli | Moda e Lusso | 106,50 | 0,5% | 7,2 | 0,9% |
Telecom Italia | Tlc e Media | 0,31 | 39,7% | 7,0 | 0,9% |
A2A | Utility | 2,22 | 32,7% | 7,0 | 0,9% |
Campari | Food&Beverage | 5,43 | -41,8% | 6,7 | 0,9% |
Nexi | Industriali | 4,96 | -15,6% | 6,1 | 0,8% |
Hera | Utility | 4,00 | 22,5% | 6,0 | 0,8% |
Pirelli&C | Automotive | 5,46 | -3,8% | 5,5 | 0,7% |
Italgas | Utility | 6,55 | 21,3% | 5,3 | 0,7% |
Diasorin | Health Care | 91,98 | 2,7% | 5,1 | 0,7% |
Bca Pop Sondrio | Banche | 11,25 | 62,1% | 5,1 | 0,7% |
Amplifon | Health Care | 18,93 | -44,0% | 4,3 | 0,6% |
Saipem | Oil&Gas | 2,13 | -5,7% | 4,3 | 0,5% |
Iveco Group | Automotive | 15,03 | 8,9% | 4,1 | 0,5% |
Azimut | Servizi Finanziari | 26,09 | 5,1% | 3,7 | 0,5% |
Interpump Group | Industriali | 33,16 | -26,6% | 3,6 | 0,5% |
Buzzi | Edilizia e Materiali | 17,34 | -25,5% | 2,6 | 0,3% |
Fonte: Bloomberg, elaborazione ufficio studi Borse.it, dati al 1° aprile 2025
Come funziona il Ftse Mib
Il Ftse Mib, come molti altri indici azionari, è classificato come price index, ovvero un indice che si basa sulla somma delle capitalizzazioni di mercato delle società che lo compongono. Questo metodo di calcolo, tuttavia, presenta un limite significativo: non considera la remunerazione complessiva degli azionisti, focalizzandosi unicamente sull’aumento del prezzo delle azioni (capital gain) e trascurando i dividendi distribuiti.
Nei price index, infatti, i dividendi non vengono inclusi nel computo. Il giorno dello stacco, il valore delle azioni subisce un calo teorico pari all’importo del dividendo, generando un impatto diretto sull’andamento dell’indice. Questo elemento risulta particolarmente rilevante per il Ftse Mib, considerato uno degli indici più generosi a livello globale in termini di dividendi, con un rendimento medio annuo compreso tra il 3% e il 4%. Nel lungo periodo, l’esclusione dei dividendi può influenzare sensibilmente le performance dell’indice.
Per un’analisi più completa, è possibile consultare la versione Total Return del Ftse Mib, che include nel calcolo sia lo stacco che il reinvestimento dei dividendi.