Borse, l’Europa supera Wall Street: le opportunità del multi-asset

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Le Borse europee hanno iniziato il 2025 con una performance nettamente superiore a quella di Wall Street, segnando una divergenza che non si vedeva da tempo. A spingere l’azionario del Vecchio Continente sono stati il possibile cessate il fuoco in Ucraina, i nuovi stimoli fiscali in Germania e nella UE e la ripresa cinese, mentre gli Stati Uniti scontano l’incertezza generata dalla guerra commerciale e dalle politiche economiche imprevedibili dell’amministrazione Trump. Uno scenario che alimenta volatilità ma offre opportunità per approcci multi-asset come quello del fondo Pictet-MAGO. Vediamo tutto nell’analisi.
La divergenza tra Usa ed Europa
La vera notizia di questo inizio di 2025 è la marcata divergenza tra Stati Uniti ed Europa. Già a partire da dicembre dell’anno scorso i listini europei hanno sovraperformato quelli americani. Allora il motivo dipendeva dal fatto che gli investitori era sottopesati nei confronti dei titoli Ue: quando le valutazioni sono basse, anche una piccola novità innesca movimenti di prezzo importanti. Questa situazione è durata fino a gennaio, quando si sono materializzati alcuni avvenimenti piuttosto significativi: una possibile tregua in Ucraina; gli annunci di stimoli fiscali in Germania e nella Ue; la ripresa della Cina, un partner commerciale molto importante per l’Europa.
Sotto la spinta di questi fattori, nelle ultime settimane il divario tra i listini si è allargato ulteriormente, anche per via della guerra commerciale scatenata dall’amministrazione Trump, che ha inciso negativamente sulle borse americane. Mentre in Europa il possibile cessate il fuoco in Ucraina e i programmi di spesa annunciati dal governo tedesco e dalla Commissione Ue, attraverso il piano ReArm Europe, vanno nella direzione di stimolare l’economia, negli Usa l’imprevedibilità generata dall’imposizione dei dazi, acuita da una comunicazione caotica, inizia a farsi sentire sulle prospettive economiche, con diversi analisti che hanno tagliato le stime di crescita.
Tutto questo si è riflesso in una divergenza delle performance dei mercati piuttosto impressionante e insolita. Se in Europa le migliori prospettive economiche hanno spinto le quotazioni azionarie e aumentato i rendimenti obbligazionari, portando anche a un rafforzamento dell’euro, negli Stati Uniti i timori di una recessione hanno affossato i listini, dando ossigeno invece all’obbligazionario. A innescare i recenti ribassi di Wall Street è stato sicuramente l’atteggiamento erratico del presidente americano sui dazi. L’annuncio e poi la sospensione delle tariffe sui principali partner commerciali (come Canada e Messico) ha generato molta incertezza e questo inizia a pesare anche sulla fiducia di imprese e consumatori.
Un mercato che guarda alla crescita
Dopo la fine della fiammata inflattiva, ora l’ossessione dei mercati è diventata la crescita. Un’ossessione che prende forme diverse sui due lati dell’Atlantico. Negli Stati Uniti si declina infatti come paura di una recessione. Secondo alcuni analisti, tra cui l’ex segretario al Tesoro, Larry Summers, la probabilità di una contrazione dell’attività economica è pari al 50%. Al contrario, in Europa possiamo parlare di una fissazione positiva. Nella zona euro le prospettive di un futuro aumento della spesa pubblica, in particolare nel settore della difesa, ha portato a un rialzo senza precedenti dei rendimenti dei Bund tedeschi che si è esteso a tutti i titoli di Stato europei. Questi movimenti sono la conferma delle difficoltà del mercato obbligazionario che non si è ancora ripreso dall’aumento dei tassi avviato nel 2022. Con un rapporto debito-Pil tornato ai livelli precedenti alla grande crisi finanziaria del 2008, la Germania ha sufficiente spazio fiscale per finanziare il suo ambizioso piano infrastrutturale e di riarmo (con un fondo speciale da 500 miliardi). E l’accordo raggiunto tra i partiti tedeschi per riformare il freno al debito fa presumere che questo spazio verrà usato. Il piano di stimolo fiscale ha infatti già portato a una revisione al rialzo di 2/3 punti percentuali delle stime di crescita per la maggiore economia del Vecchio Continente.
In Europa, dunque, si tratta di capire quale sarà l’orientamento della Bce. A fronte del massiccio aumento delle emissioni di bond governativi per finanziare la spesa militare, Francoforte dovrà decidere se continuare sulla strada della riduzione del bilancio (quantitative tightening). Se così fosse, i mercati si troveranno a dover assorbire una quota crescente di titoli di Stato, con possibili tensioni. Sotto un altro punto di vista, un cessate il fuoco in Ucraina e una politica fiscale espansiva potrebbero spingere la Bce a cambiare rotta, uscendo dalla modalità del pilota automatico che anche nell’ultima riunione ha portato il Consiglio direttivo a tagliare i tassi di 25 punti base.
L’imprevedibilità della politica economica statunitense rende complicato decifrare lo scenario attuale. A questo va aggiunto il fatto che, al contrario di quanto si pensava in precedenza, il principale assillo della presidenza Trump non sono le quotazioni di Wall Street ma la riduzione dei tassi di interesse. Se guardiamo il movimento delle curve, ci accorgiamo che i timori dei mercati in merito al protezionismo americano si concentrano più sul rallentamento dell’economia che sull’inflazione. In teoria, i dazi dovrebbero avere un impatto stagflazionistico e portare di conseguenza a tassi di interesse nominali più elevati. Questo però non è avvenuto: i tassi, infatti, sono scesi. Il che significa che il mercato sta anticipando la probabile frenata dell’economia, tant’è che si aspetta dalla Fed tre-quattro tagli al costo del denaro nel corso dell’anno.
Il valore dell’approccio multi-asset
L’asimmetria sulle prospettive di crescita tra Europa e Stati Uniti crea insomma numerosi rischi perché alimenta tensioni sui mercati valutari e obbligazionari, ma al tempo stesso genera anche opportunità di profitto per approcci multi-asset, come quello che seguiamo con il nostro fondo Pictet-MAGO. Quando i mercati azionari e obbligazionari si muovono in direzioni diverse, c’è la possibilità di combinare le principali attività finanziarie in modo coerente al fine di costruire un portafoglio che possa conseguire rendimenti interessanti con un profilo di rischio prudente su entrambe le asset class.
Le caratteristiche principali del fondo Pictet-Multi Asset Global Opportunities sono la flessibilità e la costanza del profilo rischio-rendimento. Sotto il secondo aspetto, il fondo segue un approccio prudente e ha l’obiettivo di mantenere un profilo di rischio simile a quello delle obbligazioni, cercando ovviamente di battere il mercato sul fronte dei rendimenti. Per raggiungere questo scopo, combiniamo attività finanziarie diverse nel momento in cui tale combinazione risulta migliore. Al tempo stesso, la flessibilità ci permette di cambiare la composizione del nostro portafoglio quando si verificano eventi significativi.