Sul forex, cambio euro/dollaro stabile in area a 1,081.
Borse europee positive, focus su dazi e fiducia consumatori Usa

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Chiusura positiva per le principali Borse europee. Sui mercati si è respirato un cauto ottimismo, con gli investitori che guardano alle ultime dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump su possibili tariffe selettive. Insomma, l’intervento di Trump sulle tariffe previsto per il 2 aprile dovrebbe essere meno aggressivo del previsto.
Nota negativa la fiducia dei consumatori Usa sui minimi del 2021.
Panoramica sulla chiusura delle Borse del 25 marzo 2025
Indici Europa e Italia
L’indice Euro Stoxx 50 conclude in progresso dell’1,1%, mentre a Piazza Affari l’indice Ftse Mib termina la sessione in rialzo dell’1,06% a 39.384 punti.
Positivi anche il Dax tedesco (+1,1%), il Cac40 francese (+1,1%) e l’Ibex35 spagnolo (+1,2%).
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Migliori e Peggiori a Piazza Affari
Sul paniere principale di Piazza Affari, acquisti in particolar modo sul comparto bancario: UniCredit, Banca Mediolanum e Intesa Sanpaolo.
Al contrario, le vendite colpiscono soprattutto Pirelli, Prysmian e Saipem.
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Obbligazioni e Spread Btp/Bund
Sull’obbligazionario, lo Spread Btp/Bund con il rendimento del decennale tedesco al 2,79% e il Btp al 3,89%.
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Forex, Commodity e Cripto
Tra le materie prime, il petrolio Brent poco sopra 72 dollari al barile.
L’oro viaggia a 3.023 dollari.
Fra le criptovalute, Bitcoin arretra nuovamente e finisce sotto quota 88.000 dollari.
Gli eventi della giornata
Tra i dati di giornata l’indice tedesco Ifo migliore delle attese e la fiducia dei consumatori Usa. In particolare, l’indice sulla fiducia dei consumatori Usa, redatto dal Conference Board, è calato a marzo a quota a 92,9 punti dai 98,3 punti di febbraio, deludendo il consensus fermo a 94.
“Le famiglie si aspettavano che il presidente Trump introducesse tagli fiscali e deregolamentazione, mentre si trovano di fronte alla prospettiva di ingenti dazi commerciali. Ciò sta provocando ansia per le finanze familiari e le prospettive di lavoro, con i timori che questo si traduca in una spesa più debole”, segnalano da ING.