Sul forex, cambio euro/dollaro poco mosso in area 1,081 e dollaro/yen in calo a 149,3.
Borse europee in recupero, aprile parte in rialzo. Focus su inflazione Ue, attesa per dazi

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Dopo i cali di ieri, i principali listini Ue hanno rialzato la testa e hanno terminato la prima seduta del mese di aprile in rialzo. In una clima che resta d’attesa alla viglia del “giorno della liberazione” sul fronte della politica commerciale, come l’ha ribattezzato il presidente Usa Donald Trump, gli investitori si sono concentrati amnche sull’inflazione della zona euro che ha rallentato, come d’attese, a marzo.
Panoramica sulla chiusura delle Borse del 1° aprile 2025
Indici Europa e Italia
L’indice Euro Stoxx 50 mostra un rialzo dell’1,4%, mentre a Piazza Affari l’indice Ftse Mib termina in crescita dell’1,3% a 38.557 punti.
Segno positivo anche il Dax tedesco (+1,7%), il Cac40 francese (+1,1%) e l’Ibex35 spagnolo (+1,2%).
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Migliori e Peggiori a Piazza Affari
Sul paniere principale di Piazza Affari, acquisti in particolar modo su Unipol, Telecom Italia, Leonardo e Ferrari.
Al contrario, segno negativo soprattutto per Pirelli, Saipem e Italgas.
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Obbligazioni e Spread Btp/Bund
Sull’obbligazionario, lo Spread Btp/Bund in lieve calo con il rendimento del decennale tedesco al 2,68% e il Btp al 3,78%.
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Forex, Commodity e Cripto
Tra le materie prime, il petrolio Brent viaggia poco sotto i 75 dollari al barile.
L’oro resta in prossimità dei record a 3.126 dollari l’oncia.
Fra le criptovalute, Bitcoin si riporta in prossimità degli 85.000 dollari.
Arriva l’inflazione Ue di marzo
Tra i dati macro principali della giornata c’è l’inflazione nella zona euro per il mese di marzo. Su base annua il dato è salito, come da attese, al 2,2% rispetto al 2,3% della passata lettura. Su base core, ovvero al netto delle componenti più volatili come i beni energetici ed alimentari, il dato è sceso a sorpresa al 2,4% dal precedente 2,6% e rispetto al 2,5% indicato dal mercato. Per quanto riguarda l’inflazione dei servizi, monitorara da vicino dai policymaker, è rallentata al 3,4% dal 3,7%.
“Il calo di marzo – precisa Bert Colijn, capo economista di ING – non è dovuto solo al calo dei prezzi dell’energia, ma anche al netto calo dell’inflazione dei servizi”.
“Sebbene per il momento i rischi inflazionistici restino, gli ultimi mesi hanno evidenziato sviluppi piuttosto positivi nell’inflazione core – segnalano ancora da ING -. Anche se per mesi l’indice core è rimasto ostinatamente fermo al 2,7%, ora è sceso dal 2,6% di febbraio al 2,4% di marzo. Ciò è dovuto principalmente alla debolezza dell’inflazione dei servizi, calata dal 4% di dicembre al 3,4% di marzo”.